IL ''DON BOSCO'' DELLA VALLE MAIRA
Perchè ''la sua assenza non rimanga silenzio''

Il Don Bosco della Valle Maira Ci sono uomini che, per quanto hanno fatto nel corso della loro vita, per il loro carattere e la forte personalità, per l'impronta profonda che hanno lasciato nell'ambiente dove hanno operato e vissuto, restano scolpiti per sempre nella memoria di chi ha avuto la fortuna di incontrarli. Ecco il perchè di un libro: perchè il tempo non cancelli volti e momenti, perchè la memoria si trasformi in parole stampate e abbiano così la certezza di rimanere nel tempo e nella storia.

Queste pagine vogliono ricordare la figura di un sacerdote, di un uomo, don Michele Rossa, il cui sacrificio permise ad altri uomini di realizzarsi, cambiandone il destino, quando tutto sembrava perduto. Non una biografia ma la storia, di un prete umile, buono e generoso, sempre lontano dai riflettori, il prete silenzioso, come definito da Monsignor Diego Bona.

Nato e cresciuto nella frazione Gorrette di Barge, impregnato di quella sana, semplice e saggia vita contadina, nella cascina Bosio Vecchio, che Michele non ha mai dimenticato, la grande cucina attorno la quale sedevano in 12, la nonna, ''la figura dominante'' della grande famiglia, che per prima si accorse della vocazione di Michele bambino vedendolo pregare vicino alla stalla, su di un altarino improvvisato e disegnando croci con le carte di caramelle. Poi gli studi, il seminario, dove Michele ha modo di sviluppare oltre agli studi teologici, nei quali eccelle, il gran talento naturale verso la musica che sarà sempre la sua grande passione. Ne segue l'ordinazione sacerdotale, e subito Michele si distingue per le sue doti umane, prima a Paesana in valle Po, poi Dronero, San Damiano Macra e di nuovo a Dronero, nella sua amata chiesa dei Cappuccini, sempre aiutato dalla mamma, una donna eccezionale. Ovunque passi, don Michele Rossa semina amore, generosità, dedizione agli altri, soprattutto ai giovani ed ai più bisognosi.

Ma il destino di Michele è costellato da un disegno ancora più grande, oltre all'attività sacerdotale esemplare, la sua figura sarà per sempre ricordata per l'attività svolta a favore dei giovani con la fondazione del ''Centro di Formazione Professionale''.

Il Centro nasce a Stroppo in valle Maira nel 1954, da una valle ferita, che a stento cerca di risollevarsi dalle ceneri della guerra, dissanguata dai propri giovani mandati a morire sotto le atroci marce nella tormenta in Russia, provata dall'emigrazione. Il nascente laboratorio di Stroppo si prefigge il nobile scopo di insegnare un lavoro ai giovani onde porre un freno all'emigrazione.

Da Stroppo a Dronero, ed e qui che Don Michele Rossa ne subentra direttore per 27 lunghi anni, grazie alla sua lungimiranza il Centro cresce: ''una scuola povera per i poveri'' con queste parole Michele definisce il Centro in quei primi anni pionieristici, (il suo operato molto si avvicina a San Giovanni Bosco con i giovani di Valdocco).

Nella struttura col passare degli anni affluiscono migliaia di giovani, provenienti dalle vallate alpine da famiglie molto povere, don Rossa grazie anche ai suoi collaboratori che lui stesso definisce ''autentici missionari'' non fa solo ai ''suoi ragazzi'' come ama chiamarli, da direttore, per loro è padre, un fratello, un punto di riferimento anche fuori della scuola, nella vita di tutti i giorni, prendendoli per mano , insegnando loro i veri valori della vita. Infatti, anche ha distanza di anni molti di loro ritornano, lo vogliono rivedere, vogliono che sia lui Don Rossa ha celebrare il loro matrimonio, altri lo cercano per una parola di conforto, altri ancora per il semplice scopo di abbracciarlo. Don Rossa è sempre lì, come sempre pronto ad aiutare ed ascoltare i ''suoi'' ragazzi.

Ho proposto ai fondatori della ONLUS, la ristampa del volume che racchiude la vita di Don Michele Rossa ''Il Don Bosco della Valle Maira'', del quale il ricavato a parte le spese editoriali, voglio sia devoluto in beneficenza e, nello specifico, alla ONLUS '' Scuola Don Michele Rossa''. Perchè ai posteri possa essere tramandato l'operato di Don Michele Rossa, perchè ''la sua assenza non rimanga silenzio''.

Sergio Declementi

LE TESTIMONIANZE

Ecco alcune testimonianze sulla vita di Don Rossa: